Le riviste friulane vanno online

www.rivistefriulane.it
consultabili oltre 23 mila articoli

Fonte: il Messaggero Veneto - 24/03/2020

di Paolo Medeossi

Iniziativa della Filologica friulana, assieme ad altre associazioni e case editrici. Dalle celebri fotografie di Borghesan ai testi di Novella Cantarutti e Pasolini


L’annuncio viene fatto il Giovedì Santo col rullo dei tamburi, di cui si incarica un gruppo di uomini e ragazzi del paese, detti appunto i “Tamburins”.
Li si può vedere per esempio in una delle celebri fotografie scattate da Giuliano Borghesan ancora negli anni Cinquanta, quando si diffuse in Valcellina e in Friuli la notorietà di una delle più seguite rappresentazioni della Passione di Cristo, messe in scena con devozione e partecipazione corale dalla gente il Venerdì Santo. Coinvolge tutti i maschi del paese, che per l’occasione si fanno crescere barba e capelli per essere verosimili nel ruolo di antichi romani.

Questa tradizione, che nei secoli ha preso piede in più luoghi, cominciò a Erto nel 1631 come voto per far cessare un’epidemia di peste. Da allora il “Veindhre Seint” si è sempre ripetuto ed è stato raccontato, a mo’di cronaca antropologica, anche dalla grande poetessa di Navarons, Novella Cantarutti, che ne scrisse sulla rivista della Filologica “Ce fastu? ” nel 1954, finendo il testo con una struggente preghiera in friulano. Cominciava così: “L’orazion de Madonute / che durmive in ciamarute / iè’e ievave sul biel dì / e incontrave il so ciar fi...”.
Questo frammento di devozione popolare può essere letto da tutti entrando nel sito internet della società Filologica friulana che, come tutti gli enti, ha dovuto chiudere in queste settimane la sua sede di via Manin a Udine, ma che grazie al web vuole stabilire un contatto diretto, utile, vivo e vero, con la nostra comunità, mettendo a disposizione i suoi straordinari archivi, tutti digitalizzati e ai quali si può accedere gratuitamente.

Da alcuni giorni, tramite appunto il sito, è stata lanciata pure l’iniziativa “Resta a casa e rimani con noi”, che indica percorsi specifici, appositamente pensati per i lettori curiosi di storie e tradizioni friulane. Saranno rinnovati di continuo e intanto adesso ne sono proposti tre: uno è intitolato “Quaresima tra sacro e profano”, dentro il quale è possibile leggere il prezioso testo della Cantarutti scritto nel 1954, e poi c’è “Nevicate” con la magia della neve che ammanta i nostri paesi tratta da cartoline storiche mentre “Slitte” attinge al fondo fotografico di Ugo Pellis.

In rete c’è anche il catalogo con l’intera biblioteca della Filologica e le sue riviste, fin dalla fondazione, avvenuta nel 1919, oltre ai contenuti dei numeri unici pubblicati in occasione dei congressi annuali

A questo impegno, che rappresenta un tesoro sorprendente per chi vuol bene al Friuli, se ne affianca un altro, attuato con il progetto “Riviste friulane”, nato al fine di mettere a disposizione saggi e contributi relativi al territorio, alla storia, all’ambiente, all’arte, alla lingua e alla cultura di qui.
Anche in tale caso, lo scopo è quello di consentire la consultazione in rete delle riviste e garantirne una migliore e più sicura conservazione nonché di favorire la ricerca e valorizzare storia e cultura friulana attraverso la “information tecnology”.

Il progetto ha portato a realizzare un portale disponibile all’indirizzo:  www.rivistefriulane.it.

Finora vi hanno aderito, con la Filologica, ente capofila, anche Deputazione di Storia Patria per il Friuli, Accademia San Marco di Pordenone, Accademia Udinese di Scienze Lettere Arti, La Nuova Base editrice.

E dunque al momento le riviste presenti interamente sul catalogo sono: Ce fastu? , Sot la Nape, Memorie Storiche Forogiuliesi, Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone, Atti dell’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti, La Panarie. Ciascun articolo dei periodici indicati è stato digitalizzato in formato pdf, con possibilità di ricerche ipertestuali.

I file così ottenuti sono stati collegati alla scheda bibliografica di riferimento. Una volta individuato l’articolo di interesse, è quindi possibile consultarlo e, se di interesse, scaricarlo direttamente dal portale.

Al momento si tratta di un totale di 23. 451 articoli, con 257.865 pagine digitalizzate, a disposizione degli utenti.
Com’è intuibile, è stato così creato e sta crescendo un fondamentale patrimonio documentario e testuale di cultura friulana. A cento anni dalla nascita, la Filologica ha aperto una fase nuova nella sua storica attività.

E noi, di questi tempi, chiusi in casa, lontani, un po’smarriti, possiamo stare vicini, condividere, leggere insieme, attraverso le parole dei nostri grandi autori. In quelle pagine ci sono tutti, da Pasolini a D’Aronco, Ci scaldano, ci confortano, ci aiutano. Ne abbiamo bisogno. Nel suo diario, l’11 maggio 1976, Novella Cantarutti scrisse: “A Udine silenzio, sparita la gente... È uno dei momenti in cui pare di non essere più”,


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